I Mammiferi

I Mammiferi

Tutti noi, bene o male, abbiamo una vaga idea di cosa possa essere un mammifero; lo apprendiamo da piccoli quando, già alla scuola elementare, ci insegnano che i mammiferi sono quegli animali che non fanno le uova, ossia che partoriscono il piccolo già ben sviluppato. Impariamo, quindi, che anche l'uomo è un mammifero, e, crescendo, apprendiamo altri particolari della vita dei mammiferi. Eppure, siamo certi, nessuno, esperti esclusi, conosce veramente il mondo dei mammiferi che è così ampio e meraviglioso da rendere impossibile la sua completa e totale conoscenza.

Potremo dire che i mammiferi sono una classe di vertebrati che appartengono al phylum dei Corda, diffusione cosmopolita e via dicendo; ma forse questo approccio risulterebbe troppo noioso.
Per avvicinarci al mondo dei mammiferi allora, potremo iniziare fornendo qualche dato molto interessante di statistica; per esempio, non tutti sanno che la classe dei mammiferi conta, in totale, di ben 5500 specie e che le dimensioni di questi animali possono variare dai pochi centimetri, per 2 grammi, del mustiolo agli oltre 30metri di lunghezza, per 150 tonnellate di peso della balenottera azzurra.

Deserti, foreste e ghiacciai sono stati pienamente colonizzati dai più diversi tipi di mammiferi che non occupano solo la terraferma, bensì si sono impossessati anche delle acque e dei cieli  del nostro meraviglioso pianeta. Spesso non ci pensiamo, ma è proprio così: nel mare troviamo infatti balene, delfini e cetaceo ingenerale, mentre nei cieli, seppure è difficile pensare ad un mammifero che vola, pipistrelli e vampiri volano indisturbati.
Nonostante queste incredibili differenze però, i mammiferi possono vantare tre punti in comune che, appunto, li rendono tali, ossia: omeotermia, cioè la caratteristica che gli permette di controllare e mantenere costante la temperatura corporea); la viviparità (tranne per i Monotremi) è la caratteristica per la quale l'embrione si sviluppa interamente all'interno dell'utero materno; l'allattamento, ossia la caratteristica per la quali i mammiferi nutrono i propri cuccioli con latte materno.
Proprio da questa ultima particolarità trae origine la definizione di 'mammifero', cioè da: 'mamma' che sta ad indicare le mammelle con le quali le madri nutrono i piccoli e '-fero' ossia, in questo caso, (dal latino 'portare'), portatore; quindi 'portatore di mammelle'.
L'unione di questi fattori, oltre ad aver dato vita alla definizione stessa di 'mammiferi', ha consentito a questa classe di vertebrati di proliferare e di espandersi su tutta la superficie del mondo (cielo, acqua o terraferma che fosse) sostituendo perfettamente i predecessori dinosauri.

La classe dei mammiferi comprende circa tremila generi differenti e oltre quindicimila specie. Comparvero per la prima volta circa nel Mesozoico e si evolsero rapidamente mutando le proprie caratteristiche fisiche: denti, cranio, dimensioni e zampe furono maggiormente interessanti a cambiamenti di varia natura al punto che in molti casi sono riusciti a formare animali di grande mole a partire da animali piuttosto piccoli.

Ma non mancano i mammiferi che, all'apice del loro sviluppo, sono scomparsi senza lasciare alcun discendente. Nel complesso la classe dei mammiferi annovera specie dalle molteplici forme e dimensioni, omeotermi (sono in grado di tenere costante la temperatura del corpo) e respirazione polmonare. La regione addominale è separata da quella toracica comprensiva di polmoni e cuore; le femmine sfruttano le ghiandole mammarie per secernere il latte e, dunque, per nutrire i piccoli. Ma, vista la loro importanza assolutamente primaria, analizziamo allora i due elementi che, dovendo scegliere, potremo definire ancora più importanti per i mammiferi, ossia, la vivaperità e l'allattamento.